Il sistema fasciale può essere immaginato come una rete di tessuto connettivo che avvolge, separa e mette in relazione muscoli e differenti regioni corporee.
La fascia profonda è costituita prevalentemente da fibre di collagene, accompagnate da fibre elastiche, cellule specializzate e matrice extracellulare. Negli arti presenta generalmente due o tre strati di fibre collagene orientate in direzioni differenti. Tra questi strati si trova un tessuto connettivo più lasso, ricco di acido ialuronico, che svolge una funzione lubrificante e permette ai diversi piani fasciali di scorrere tra loro durante il movimento.
Quando lo scorrimento si riduce
In seguito a un trauma, a un periodo di immobilità, a sovraccarichi ripetuti o ad alterazioni prolungate del reclutamento muscolare, le caratteristiche di questo tessuto possono modificarsi. In particolare, le molecole di acido ialuronico possono aggregarsi, aumentando la viscosità della matrice extracellulare e riducendo la libertà di scorrimento tra gli strati fasciali.
Nel modello della Manipolazione Fasciale questa modificazione viene definita densificazione. Non si tratta necessariamente di una lesione o di una fibrosi, ma di un cambiamento delle proprietà del tessuto che può influenzarne la mobilità e il modo in cui vengono distribuite le tensioni.
Una rete di connessioni
Le fasce dei diversi distretti non sono strutture completamente isolate. Esistono continuità longitudinali tra regioni poste a livelli differenti del corpo e connessioni trasversali realizzate attraverso setti intermuscolari, aponeurosi e altri elementi del tessuto connettivo.
Per questo motivo, una riduzione dello scorrimento fasciale in un determinato distretto può contribuire a modificare la distribuzione delle tensioni e delle forze nelle strutture collegate. Anche il corpo può adattarsi modificando il movimento e il reclutamento muscolare, creando compensi che, nel tempo, possono coinvolgere regioni differenti da quella in cui è iniziato il problema.
Perché la valutazione non si ferma al dolore
Questo non significa che una densificazione lontana provochi automaticamente dolore in un altro punto, né che ogni sintomo abbia necessariamente un'origine fasciale. Il dolore è un'esperienza complessa e può dipendere da numerosi fattori. Tuttavia, limitare la valutazione e il trattamento esclusivamente alla zona dolorosa rischia di non considerare alcuni elementi che possono contribuire al mantenimento del problema.
Per questo, durante la valutazione, non considero soltanto il punto in cui la persona avverte dolore. Ricostruisco anche la storia di traumi, interventi chirurgici, immobilizzazioni, attività ripetitive e modificazioni del movimento. L'obiettivo è individuare le regioni che presentano una relazione clinicamente significativa con il sintomo e costruire un trattamento personalizzato, verificando seduta dopo seduta la risposta della persona.